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da Daniela (e Bernardo)

da Daniela (e Bernardo)

Caro Marino, cara Elide,

non sono passate neanche quattro settimane da quando siamo stati da voi eppure mi sembra un’eternità, come se fossimo lontani mille anni luce.

La vita quotidiana ci ha reinghiottito, come una specie di voragine, sul cui fondo scorrono stress, impegni, preoccupazioni e quella sensazione di “vivere nel film sbagliato”, come si dice in tedesco. Quanto mi manca la pace del vostro modo di vivere!

Anche se ultimamente tutto sembra mettersi contro questo mio proposito, non ho abbandonato l’idea di fare un’altra scelta di vita, una simile alla vostra.

Mi sembra di lottare contro i mulini a vento, a volte ho la sensazione che potrebbero schiacciarmi, ma, per ora, non demordo. Prego soltanto che anche Bernd regga ancora un po’ questa situazione di per sé insostenibile e che capisca che la sua insostenibilità è dovuta anche all’innaturalità della nostra vita attuale. La vita di città è un po’ come una droga, staccarsene, abbandonare famiglia e amici diventa accettabile soltanto quando la sofferenza ha raggiunto un limite inaccettabile.

E voi come state? Soprattutto come sta il piedone di Marino? Ach, Marino, ti ho pensato tante di quelle volte. Anche se non ho potuto fare molto per aiutarti spero di averti dato almeno uno spunto. Ma quello che ho apprezzato di più di te è stata la sincerità e l’immediata disponibilità a rimettere in discussione quelle abitudini che potrebbero aver dato origine al problema. Non so se poi il problema di gotta sia stato confermato. Ma, indipendentemente da ciò, il tuo è stato un atteggiamento così raro… dimostra una flessibilità mentale insolita, così insolita che mi ha dato… anche se ti sembrerà strano… una grande gioia. Forse è stata la prima volta, da quando ho iniziato i miei studi di naturopatia, che una persona a me sino ad allora estranea mi ha dimostrato qualcosa che definirei una fiducia incondizionata, priva di paure e preconcetti, senza se e senza ma. È stato bellissimo, e te ne ringrazio.

Dell’Aperegina mi sono rimaste impresse le sue tante facce: la sala da pranzo e le cene comuni, il forno e le favolose pizze, il giardino delle erbe, le pecore al pascolo, la casa sull’albero, la terrazza con quella vista fantastica sulle colline sottostanti, le lucciole, l’amaca, il tavolo da ping pong, la casetta piena di ricordi australiani, scrutata da cima a fondo… E ciò nonostante, sono tutti aspetti che da soli non avrebbero reso la nostra vacanza così unica. A chi voglia capire qual è il vero “plusvalore” dell’Aperegina, direi che siete voi due, la vostra genuinità di spirito, la vostra disarmante sincerità, la vostra voglia di regalare, a chi vi visita, qualche istante indimenticabile. Con noi, vi è riuscito di certo.

Fatevi sentire ogni tanto, ci farà un immenso piacere. Un abbraccio

Daniela ( e Bernardo)